Incanti di Carta e di Acciaio

Venerdì 21 giugno, alle ore 18.30, si inaugurerà, presso il Chiostro di Voltorre, la mostra “INCANTI DI CARTA E D’ACCIAIO – Illustrazioni e sculture di Sophie Fatus e Soleador arte e design”: dopo le raffinate ed evocative immagini gotiche di Dino Battaglia, che hanno arricchito le sale dell’antico monastero nella prima parte di questo 2013, è la volta delle oniriche e delicate illustrazioni di una fra le più note autrici francesi naturalizzate in Italia, vincitrice di numerosi premi internazionali, Sophie Fatus,

“Una mostra di Sophie Fatus è sempre cordiale e allegra, tanto i suoi disegni e collages paiono muoversi sulla carta come posati da un vento primaverile. Fiori, foglie, tracce di colore, ma anche ritagli di carta di giornale, tutto modulato sempre nelle gamme dei pastello. Colori delicati, mai aggressivi, dove non si percepisce né tensione né dramma.”: così Andrea Rauch descrive l’opera di questa talentuosa artista.

Se, infatti, Dino Battaglia, ha fatto la storia del fumetto italiano rivolgendosi ad un pubblico giovanile ed adulto, la qualità stilistica dell’autrice che l’Associazione “Amici del Chiostro” ha l’onore di presentare non può semplicemente essere ricondotta all’illustrazione per l’infanzia, sebbene questo sia il settore in cui ha maggiormente operato. O meglio, non lo è se ci si riferisce all’accezione comune dell’illustrazione per bambini: così come Dino Battaglia ha contribuito a conferire dignità artistica ad un genere d’intrattenimento qual è il fumetto, Sophie eleva l’illustrazione per l’infanzia al livello di opera d’arte.

L’allegra semplicità delle immagini della Fatus, così colorate, armoniose quanto una sinfonia leggera, è in realtà ingannevole. In questo la sua opera richiama quella del suo grande maestro: Emanuele Luzzati, a cui l’Associazione Amici del Chiostro ha dedicato una mostra qualche anno fa, Scanzonate: certo. Divertenti: di sicuro. Ma non così “semplici” come appaiono. Non nella loro genesi. Illustrare per i più piccoli è infatti un lavoro estremamente complesso, se lo si fa con serietà: richiede capacità di sintesi, delicatezza ed estrema sensibilità. Perchè i bambini, così privi di sovrastrutture mentali, colgono l’essenza delle cose attraverso i sensi più primitivi e non esitano a denunciarla. Come sostemeva il manifesto surrealista: “l’arte dei bambini è la manifestazione più fertile della mente, non ancora condizionata dall’educazione sociale”.

E’ necessario, quindi, per poter comunicare con loro imparare nuovamente il linguaggio dell’infanzia, ritrovare il bambino sopito in noi. Osservano le opere di Sophie Fatus senza preconcetti, infatti, accade proprio questo: si ritorna per un attimo a quel periodo felice, si sorride, si viaggia con la fantasia in mondi dove i sogni sono realtà, l’anima si rasserena.

La raffinata essenzialità, la visione onirica e fantastica alla base del mondo immaginifico di Sophie Fatus si sono tradotte poi in opere di design ed arte, concepite per trasmettere serenità e bellezza alla vita di tutti i giorni. Così nascono gli oggetti e le sculture Di Soleador Arte e Design, un atelier nato dal felice incontro tra la deliziosa illustratrice e l’architetto-designer Vincenzo Amato. “Non un design che percorre la strada dell’estetica per giungere al “bell’oggetto” ma opere da plasmare e interpretare per una loro eventuale funzione con l’intento di suscitare emozioni”: così presentano la propria opera i due artisti sul loro sito web.

La mostra “INCANTI DI CARTA E D’ACCIAIO – Illustrazioni e sculture di Sophie Fatus e Soleador arte e design” presenta al pubblico entrambi gli aspetti dell’operato dell’autrice essendo questi “naturalmente complementari”: affascina come il mondo magico creato per i più piccoli entri nel quotidiano di ciascuno con eleganza e delicata raffinatezza. Le centodieci illustrazioni, tratte da alcuni dei libri di maggior successo di Sophie Fatus e alcune sue sculture animeranno l’estate del Chiostro di Voltorre fino al 15 settembre: la frescura delle antiche mura saprà esaltare certamente la bellezza di opere che possono essere definite veri e propri “raggi di sole”.

 

I commenti sono chiusi.